Potrebbe trattarsi anche di una citazione dalla Tebaide di Stazio. allor conobbi chi era, e pregai Nome del file: purgatorio-canto-testo_1.zip. Canto 2 Purgatorio - Riassunto (2) Breve riassunto riguardante il secondo canto del purgatorio: Dante e Virgilio si trovano nell'anti-purgatorio e incontrano l'anima di Cassella. per troppa etate divenivan rance. benignamente fu’ da lui ricolto. però che sempre quivi si ricoglie come colui che procede ma non sa dove andrà a finire. Soavemente disse ch’io posasse; che, per parlarmi, un poco s’arrestasse. 29 Così inizia la seconda canzone del Conviviodantesco: come indica Dante stesso nel commento alla propria opera (il Convivio è un prosimetro in cui le parti in prosa riflettono su quelle in versi), la donna cantata era un’immagine metaforica della Filosofia. Tre volte mi toccai le mani dietro le sue spalle circondandola. che vi impedisce di godere della vista di Dio”. Canto 1 Purgatorio - Commento (2) Appunto che descrive il I canto del Purgatorio, seconda delle tre cantiche della Divina Commedia, soffermandosi sull'incontro con Catone. A quella foce ha elli or dritta l’ala, un non sapeva che bianco, e di sotto Rispuosemi: «Così com’ io t’amai per domandare alla mia guida di cosa si trattasse. giù nel ponente sovra ‘l suol marino. Questo è lo canto secondo, nel quale lo nostro autore incomincia a trattare de la piaggia e de la montata del monte infine al balso dove si comincia lo purgatorio, e dove finge essere la porta per la quale s’entra in purgatorio; e questo luogo finge l’autore essere deputato ai negligenti, che ànno indugiato a pilliare lo stato de la penitenzia alcuno tempo, o infine all’ultimo de la sua vita. 25 Nel febbraio del 1300 il pontefice Bonifacio VIII (1230ca. a poco a poco un altro a lui uscìo. Testo del canto 2 (II) del Purgatorio di Dante, Testo del canto 3 (III) del Purgatorio di Dante, I personaggi dell’Orlando Furioso | Livio Baggio, IL GIARDINO DEI FIORI SEGRETI di Cristina Caboni. Testo completo, con riassunto, analisi e parafrasi. Di maraviglia, credo, mi dipinsi; figure retoriche 2 canto purgatorio; figure retoriche 2 canto purgatorio. con le braccia, e tre volte esse tornarono a toccare il mio petto. diss’ io; «ma a te com’ è tanta ora tolta?». 2 La notte è rappresentata metaforicamente come un astro che gira in senso opposto a quello del sole, ma è anche personificata in quanto tiene in mano le Bilance. 31 scoglio: metafora che si riferisce all’impurità dei peccati che copre l’anima impedendo la visione di Dio. cotal m’apparve, s’io ancor lo veggia, ond’ ei si gittar tutti in su la piaggia: Ierusalèm col suo più alto punto; e la notte, che opposita a lui cerchia, queti, sanza mostrar l’usato orgoglio. 28 Indica, secondo il critico Natalino Sapegno, la tecnica del canto monodico, strettamente legato alla lirica di alto stile provenzale. Noi eravamo ancora lungo il mare come pellegrini che pensano al loro viaggio incerti sulla via, proiettati al viaggio con il cuore , ma fermi con il corpo (riprende il canto I verso 118-120). e io, seguendo lei, oltre mi pinsi. 11 Altra antitesi con l’Inferno: il vascello “snelletto e leggero” si contrappone alla barca che traghetta le anime dannate lungo l’Acheronte. 5 divenivan rance: la vecchiaia indica per metafora, come richiede l’uso dell’immagine mitologica di Aurora come figurazione dell’alba, il divenire sempre più intenso della luce solare con il passare delle ore. 6 lunghesso: forma arcaica in cui esso rafforza la preposizione “lungo”. Già era ‘l sole a l’orizzonte giunto Poi, mentre sempre più si avvicinava a noi, piccola imbarcazione rapida e leggera, tanto che. Di questo peso le anime penitenti devono liberarsi salendo il monte e scontando la pena. di ciò ti piaccia consolare alquanto Noi eravam tutti fissi e attenti ch’esser non lascia a voi Dio manifesto». per li grossi vapor Marte rosseggia Dante torna sull’interpretazione di questo salmo, in accordo con i quattro livelli medievali di lettura del testo, nel Convivio (II, I, 6-7) e nell’Epistola a Cangrande (XIII, 21). che la stessa dolcezza mi risuona ancora dentro. Il salmo in questione occupava nella liturgia cattolica il momento dell’estremo saluto al defunto, intendendolo metaforicamente come il canto della liberazione dell’anima dalla vita terrena. 4 là dov’i’ era: sull’isola del Purgatorio, dove appunto è giunta l’alba. Qui Dante e Virgilio assistono all’arrivo di alcune anime destinate a scontare i loro peccati sul monte. - 1303) aveva proclamato il Giubileo, cioè un periodo in cui era possibile concedere indulgenze speciali per i peccati. veramente da tre mesi elli ha tolto Lo mio maestro ancor non facea motto, Da tutte parti saettava il giorno quasi oblïando d’ire a farsi belle. Il monte del Purgatorio si trovava invece al centro dell’emisfero australe, per il resto costituito solo da acqua. ch’esser non lascia a voi Dio manifesto". se colui che decide quali anime trasportare e quando. 24 L’angelo nocchiero decide, come tramite della volontà di Dio di cui è emissario, chi debba di volta in volta giungere al Purgatorio, proprio come Caronte fa con le anime dannate lungo la riva dell’Acheronte. e più di cento spirti entro sediero. 1 Secondo la geografia medievale la terra emersa ed abitata occupava l’emisfero boreale, estendendosi per 180°; al centro si trovava Gerusalemme. (10-12) Buio d’inferno e di notte privata d’ogne pianeto, sotto pover cielo, quant’ esser può di nuvol tenebrata, Per contro l’emisfero opposto sta vedendo l’alba. se cosa appare ond’ elli abbian paura, uscia di Gange fuor con le Bilance, 20 Si tratta di Casella, musico fiorentino della cui vita non si hanno notizie certe: il nome è tanto diffuso che non è stato possibile individuare con certezza la sua identità. II.58-60; II.73-74). In realtà la bolla pontificia con cui era stato promulgato il Giubileo non menzionava le indulgenze applicabili ai defunti; tuttavia secondo la credenza popolare, cui evidentemente fa riferimento Dante, attraverso la preghiera era possibile estendere quelle concessioni anche a chi fosse già morto. Ora si affrettano tutti in direzione casuale e saranno gli incontri successivi a fornire indicazioni utili in tal senso, Siamo fieri di condividere tutti i contenuti di questo sito, eccetto dove diversamente specificato, sotto licenza, Videolezione ""Purgatorio", Canto 30: commento critico", quattro livelli medievali di lettura del testo, diss’io; "ma a te com’è tanta ora tolta?". Dianzi venimmo, innanzi a voi un poco, che la dolcezza ancor dentro mi suona. che mi solea quetar tutte mie doglie. 7 Dante spera di rivedere quello spettacolo meraviglioso perché ciò significherebbe che è potuto tornare in Purgatorio dopo la morte ed è quindi destinato alla salvezza attraverso l’espiazione. riguardandola subito la rividi più luminosa e grande per la vicinanza. Poi, come più e più verso noi venne La liberazione va quindi intesa in senso pienamente positivo. URL consultato il 4 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 … per abbracciarmi, dimostrando tanto affetto. che ‘l muover suo nessun volar pareggia. Anche questo però fa parte delle insondabili regole dell’aldilà. subitamente lasciano star l’esca, che erano con Casella sembravano così contenti. così al viso mio s’affisar quelle ‘Amor che ne la mente mi ragiona‘ 33 masnada: francesismo per “schiera, folla”. nessuna sua parte si trovava sotto il pelo dell’acqua. 8 Virgilio invita Dante ad inginocchiarsi in atto di reverenza verso l’angelo. Qui Dante e Virgilio assistono all’arrivo di alcune anime destinate a scontare i loro peccati sul monte. memoria o uso a l’amoroso canto Credo di aver manifestato con l’espressione del viso, la mia meraviglia; per cui quell’anima sorrise e, Mi rispose: “Così come provai affetto per te, quando avevo un corpo mortale, così ti amo da, “Casella mio, io faccio questo viaggio per tornare un'altra volta, dove mi trovo ora”, dissi; “ma a te, come mai è stato sottratto, così tanto tempo per iniziare la tua penitenza?”, Ed egli mi rispose: “Nessuno mi ha fatto un. per lo spirare, ch’i’ era ancor vivo, Da poppa stava il celestial nocchiero, Apparizione dell' angelo nocchiero.Incontro con le anime dei penitenti, tra i quali c'è il musico Casella.Canto di Casella e rimprovero di Catone.Fuga di Dante e Virgilio. 23 Evidentemente Casella è morto già da qualche tempo e Dante si stupisce che non sia stato subito portato al Purgatorio per iniziare il suo percorso di purificazione. 12 Anche qui gli attributi dell’angelo nocchiero contrastano con quelli di Caronte, “nocchier de la livida palude” (Inferno, III, 98). che ero ancora vivo, per il fatto che respiravo, E come la gente accorre incontro per ascoltare. Lo mio maestro e io e quella gente anime fortunate tutte quante, Ed ecco, come Marte, sorpreso dalla luce del mattino, circondato da densi  vapori si mostra rosso. 30 La rappresentazione di Catone è sempre caratterizzata da dignità e rispetto. omai vedrai di sì fatti officiali. Poi d’ogne lato ad esso m’appario più volte mi ha negato di compiere questo viaggio; perché il suo volere deriva da una volontà giusta: in verità negli ultimi tre mesi ha preso a bordo, Perciò io, che ero rivolto verso il tratto di mare. com’ om che va, né sa dove rïesca; © 2021 Orlando Furioso. dove l’acqua di Tevero s’insala, 3. Ancora sulla spiaggia del Purgatorio. 13 Si tratta del Salmo CXIII, ovvero il canto della liberazione degli Ebrei dalla schiavitù in Egitto. Ecco l’angel di Dio: piega le mani; Vedi come l’ha dritte verso ‘l cielo, Purgatorio: Canto 3 (Ft. Henry Wadsworth Longfellow) Lyrics. maravigliando diventaro smorte. ma noi siam peregrin come voi siete. Nel contesto purgatoriale, il salmo è un canto alla futura liberazione di queste anime dal peccato mediante la salita del monte. a le sue note; ed ecco il veglio onesto che lo salire omai ne parrà gioco». venendo qui, è affannata tanto!». l’anima mia, che, con la sua persona l’uccel divino, più chiaro appariva: Correte al monte a spogliarvi lo scoglio come colui che nove cose assaggia. Il nocchiero celeste stava a poppa, ed era tale che, anche solo una sua descrizione renderebbe beato, “In exitu Isräel de Aegypto” cantavano tutti insieme, in perfetta unità, come se si trattasse di un’unica voce. parea del loco, rimirando intorno per che l’occhio da presso nol sostenne. con quanto di quel salmo è poscia scripto. In questo contesto il corpo è legato alla negatività della vita terrena e del peccato, mentre l’anima rappresenta la parte eterna e nobile dell’uomo che può essere salvata grazie al pentimento. Formato del file:.txt (File di testo). Poi fece il segno lor di santa croce; se quei che leva quando e cui li piace, quando la nova gente alzò la fronte 134 che presso avea, disparve per lo foco, as they were able to while, cautiously, Guido Guinizzelli explains that these are the two classes of sexual sinners, those who sinned by excess of natural passion or against nature itself, following the appetite like “bestie”. La turba che rimase lì, selvaggia Testo del canto 16 (XVI) del Purgatorio di Dante. Dante e Virgilio non si sono ancora mossi, quando il discepolo si accorge che lo zoccolo della parete del monte, nel punto in cui essa è meno ripida, presenta dei bassorilievi di marmo bianco e intagliato con tale maestria che non solo Policleto, ma persino la natura ne sarebbe vinta. con un vasello snelletto e leggero, senza mostrare il solito atteggiamento impettito. qual negligenza, quale stare è questo? Se dunque il sole è sceso tanto da toccare la linea dell’orizzonte secondo il punto di vista di Gerusalemme (e nella terzina successiva si capisce che ciò è avvenuto proprio ad occidente della città) nell’emisfero boreale è il tramonto. mostratene la via di gire al monte». come chi sta pensando a che cammino seguire. Divina Commedia - Purgatorio - Canto II: Testo Integrale ... «Se nuova legge non ti toglie memoria o uso a l'amoroso canto che mi solea quetar tutte mie doglie, di ciò ti piaccia consolare alquanto l'anima mia, che, con la sua persona venendo qui, è affannata tanto!». che va col cuore e col corpo dimora. L’anime, che si fuor di me accorte, Parafrasi. Ond’ io, ch’era ora a la marina vòlto Purgatorio: Canto 2 (Ft. Henry Wadsworth Longfellow) Lyrics. E Virgilio rispuose: «Voi credete Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino, rividil più lucente e maggior fatto. ‘In exitu Isräel de Aegypto‘ perch’ assaliti son da maggior cura; così vid’ io quella masnada fresca “Purgatorio”, canto 2: parafrasi del testo Il secondo canto del Purgatorio comincia con il sorgere dell’alba sulla spiaggia che si estende ai piedi della montagna del Purgatorio. tal che faria beato pur descripto; 21 Il termine “sciolta” indica la liberazione dell’anima dal corpo. 32 I colombi sono soliti muoversi con il capo alto e il petto gonfio, tranne quando abbassano il collo per beccare da terra. se appare qualcosa di cui essi hanno paura. gridò: «Fa, fa che le ginocchia cali. Dal qual com’ io un poco ebbi ritratto E quest'ultimo episodio il centro poetico del canto, per le sue valenze strutturali, narrative e … per che l’ombra sorrise e si ritrasse, Noi eravam lunghesso mare ancora, Egli è il custode del monte e in particolare della zona in cui si accede alla salita (la spieggia e l’Antipurgatorio) e deve controllare che le anime procedano correttamente alla loro penitenza. «Casella mio, per tornar altra volta l uccel divino, vv.52/53: Purgatorio Introduction + Context. Io vidi una di lor trarresi avante per abbracciarmi, con sì grande affetto, mentre che i primi bianchi apparver ali; Canto 2 Purgatorio: riassunto e analisi CANTO 2 PURGATORIO, PARAFRASI. sole, sorgeva da Oriente nella costellazione della. lo cui meridïan cerchio coverchia Non possono quindi essere toccate, anche se possono sentire il dolore della loro pena in accordo con il volere divino. 24 dicembre 2014 Italiano Lascia un commento. 16 aspra e forte: esplicito il rimando al primo canto dell’Inferno, a simboleggiare il netto cambiamento di clima e, al tempo stesso, la maturazione di Dante, che ha attraversato tutte le gradazioni possibili del peccato umano. Pagine: 111. l’occhio per domandar lo duca mio, 18 Le anime, non a caso dette “ombre”, non sono fatte di materia ma sono puro spirito. Il Purgatorio è la cantica di mezzo della Divina Commedia dantesca, ed è collocato tra l'Inferno e il Paradiso. le novità al messaggero che porta l’ulivo. che l’ali sue, tra liti sì lontani. forse che siamo esperti d’esto loco; gridando: «Che è ciò, spiriti lenti? Come quando, cogliendo biado o loglio, ormai vedrai spesso ministri di Dio a lui simili. lo sol, ch’avea con le saette conte È la mattina di domenica 10 aprile (o 27 marzo) del 1300, all'alba. trattando l’aere con l’etterne penne, Rinascita dopo il Mille. Ohi ombre vane, fuor che ne l’aspetto! come a nessun toccasse altro la mente. per altra via, che fu sì aspra e forte, Testo del canto 2 (II) del Purgatorio di Dante By OrlandoFurioso on Settembre 3, 2013 in Canti del Purgatorio Parafrasi completa del canto II del Purgatorio Già era ‘l sole a l’orizzonte giunto cantavan tutti insieme ad una voce Ahimé ombre inconsistenti, tranne che nell’apparenza visibile! However, and as Arnaldo Di Benedetto (“Simboli e moralità nel II canto del Purgatorio,” Giornale storico della letteratura italiana 162 [1985]), p. 175, has noted, 'the mention of Marcia was something of a gaffe.' li colombi adunati a la pastura, che, essendo giunta fin qui con il suo corpo. Ecco perché, vedendole perdere tempo e pensare ad altro rispetto al volere divino, le riprende con severità. ma chinail giuso; e quei sen venne a riva chi ha voluto intrar, con tutta pace. Ed elli a me: «Nessun m’è fatto oltraggio, Wikisource contiene il testo completo del Canto sesto del Purgatorio; Collegamenti esterni. un lume per lo mar venir sì ratto, nel mortal corpo, così t’amo sciolta: If such rhetoric worked on him, he would seem to have surmised, perhaps it will now be effective with Cato. Resta oscuro perché Casella non abbia chiesto di essere portato prima, visto che l’angelo concedeva il passaggio liberamente già da tre mesi. Il canto di Casella Il viaggio nel Purgatorio entra subito nel vivo, con due avvenimenti che segnano il canto: l'arrivo della navicella di anime condotta dall'Angelo nocchiero e l'incontro con l'amico e cantore Casella. di mezzo ‘l ciel cacciato Capricorno. E io: «Se nuova legge non ti toglie che le caggion di man quando soverchia; sì che le bianche e le vermiglie guance, e tante mi tornai con esse al petto. che non subiscono la muta come il pelo degli esseri mortali. 17 Questa abitudine, che in periodo medievale permetteva di individuare subito i messaggeri, è già citata da alcuni classici ed era ancora consueta ai tempi di Dante. tanto che l’acqua nulla ne ‘nghiottiva. Il personaggio è stato introdotto nel canto precedente, in cui si riprendevano alcuni fatti salienti della sua vita: il legame con la moglie Marzia, dapprima ripudiata ma poi ripresa con sé, e soprattutto l’amore per la libertà e l’odio per la tirannide, che avevano spinto Catone al suicidio per evitare di cadere nelle mani del vittorioso nemico Cesare, con cui finiva l’era repubblicana e iniziava l’Impero romano. 9 Le anime destinate alla redenzione si raccolgono alla foce del Tevere da dove l’angelo nocchiero le trasporta all’isola del Purgatorio. I penitenti sono trasportati da una barca, condotta dalle ali di un angelo splendente. 15 Considerata la stagione primaverile il Sole è nel segno dell’Ariete. Queste decisioni sono imperscrutabili per l’uomo, ma sicuramente giuste, perché divine. Questo luogo di passaggio e penitenza è articolato in Antipurgatorio, Purgatorio e Paradiso terrestre. ch’eran con lui parevan sì contenti, Da questo canto si desume che dovesse essere contemporaneo di Dante e che sia morto poco prima della primavera del 1300, anno in cui avviene il viaggio dantesco. By OrlandoFurioso on Settembre 3, 2013 in Canti del Purgatorio. ed onesto Catone gridando: “Cosa succede, spiriti pigri? 26 Le anime destinate al Purgatorio si raccolgono alla foce del Tevere, mentre quelle destinate all’Inferno sulla riva dell’Acheronte. sì che remo non vuol, né altro velo 27 nuova legge: Dante si riferisce alla nuova condizione in cui si trova Casella che comporta nuove regole e nuove consuetudini. come se nessuno avesse un altro pensiero. Parafrasi completa del canto II del Purgatorio. Dunque all’alba il Capricorno è al centro del meridiano; man mano che il sole ascende, il Capricorno declina proporzionalmente. allor che ben conobbe il galeotto. Poi fece su di loro il segno della croce santa; e quindi le anime scesero tutte con impeto sulla spiaggia: del luogo, guardandosi intorno come colui che. qual verso Acheronte non si cala». 14 Tutta la cantica del Purgatorio è contrassegnata da riferimenti al cerimoniale liturgico. Quindi i tre mesi a cui si riferisce Casella vanno dalla proclamazione del Giubileo al momento del suo incontro con Dante. incontra per la prima volta di cose nuove. All Rights Reserved. tre volte dietro a lei le mani avvinsi, Canto IX, nel quale pone l’auttore uno suo significativo sogno; e poi come pervennero a l’entrata del purgatorio proprio, descrivendo come ne l’entrata di purgatorio trovoe uno angelo che con la punta de la spada che portava in mano scrisse ne la fronte di Dante sette P. cominciò elli allor sì dolcemente, vv.37/38: venne / lâ uccel divino. come gente che pensa a suo cammino, Vedi che sdegna li argomenti umani, Tra queste anime Dante incontra il defunto amico Casella, musico fiorentino a cui Dante chiede di cantare in memoria dell’antico affetto. lasciar lo canto, e fuggir ver’ la costa, ver’ noi, dicendo a noi: «Se voi sapete, Parafrasi completa del canto XVI del Purgatorio. però m’arresto; ma tu perché vai?». e di calcar nessun si mostra schivo. E come a messagger che porta ulivo che mosse me a far lo somigliante. 10 l’ccel divino: l’angelo è detto uccello perché ha le ali; inoltre l’immagine si oppone a quella del canto XXII dell’inferno, dove il diavolo è definito “malvagio uccello” (v. 96). più volte m’ha negato esto passaggio; ché di giusto voler lo suo si face: 19 Chiaro riferimento virgiliano: “Tre volte tentò di gettargli le braccia al collo, tre volte l’immagine inutilmente gli sfuggi di mano” (Eneide, VI, 700-701). Il secondo canto del Purgatorio comincia con il sorgere dell’alba sulla spiaggia che si estende ai piedi della montagna del Purgatorio. Poi ai due lati di quella luce mi apparve, qualcosa di bianco la cui natura mi era ignota, e sotto. tale mi apparve, possa io vederlo ancora. 4. là dov’ i’ era, de la bella Aurora che non si mutan come mortal pelo». 34 Non quella sul mare, ma il fianco ripido del monte, 35 Poco prima Dante ha mostrato che né le anime né Virgilio sanno esattamente dove andare. 3 Secondo la geografia del tempo il Gange rappresentava l’estremo punto orientale delle terre emerse. CANTO II (purgatorio) [Canto secondo, nel quale tratta de la prima qualitade cioè dilettazione di vanitade, nel quale peccato inviluppati sono puniti proprio fuori del purgatorio in uno piano, e in persona di costoro nomina il Casella, uomo di corte.] Spiegazione approfondita, su litterator.it. La forma “s’io...veggia” non è ipotetica, ma ottativa, esprime cioè un augurio, una speranza. 22 Come si è già visto, lo scopo immediato del viaggio di Dante è prendere coscienza delle proprie colpe e dunque tornare sulla retta via dopo la parentesi della “selva oscura” così da non essere destinato all’Inferno dopo la morte. Vedi come le tiene dritte verso il cielo. Scarica il documento (.txt, 73.3 KB) Documenti simili: Parafrasi Canto VIII (Paradiso, Dante) - PARAFRASI CANTO VIII Paradiso (Divina Commedia, Dante)VIII->ciclo di Venere Il mondo antico amava credere, a … là dov’ io son, fo io questo vïaggio», Il tempo “tolto” è appunto quello sottratto a quella utile penitenza. Ora egli si è di nuovo diretto verso quella foce, perché lì si raccolgono sempre tutte le anime. ed el sen gì, come venne, veloce. tragge la gente per udir novelle, Sopraggiunge però Catone, il custode del Purgatorio, che interrompe l’esecuzione e spinge le anime a riprendere il loro cammino di espiazione, il quale non può attendere. che nessun volo può essere simile per rapidità.